I Proclama nascono a Torino alla fine degli anni Duemila e prendono forma come progetto nel quale ho concentrato una parte importante del mio percorso musicale: scrittura, produzione, concerti, collaborazioni, dischi e molta strada fatta fuori dai circuiti più semplici.

Raccontarli oggi non significa costruire retroattivamente una biografia più grande di quella reale. Significa fare l’operazione opposta: rimettere insieme le tracce che sono ancora documentate da fonti esterne, spesso a distanza di oltre dieci anni.

Festival, giornali, portali istituzionali, etichette e testate musicali conservano ancora pezzi di quella storia. Questa pagina li raccoglie e li collega, mantenendo le proporzioni e distinguendo ciò che è documentato da ciò che appartiene semplicemente alla memoria personale.

Gli inizi, Torino e Toast Records

Nel 2011 esce il primo album omonimo dei Proclama. Una ricostruzione particolarmente utile dei primi anni è rimasta online sul Portale Giovani del Comune di Firenze, pubblicata in occasione del concerto della band all’Hard Rock Cafe Firenze del 19 aprile 2017.

La pagina ricorda l’autoproduzione del primo album, l’incontro con Giulio Tedeschi e il successivo singolo promozionale pubblicato da Toast Records, contenente La commedia della vita e Sei deluso. Nella stessa fonte vengono ricostruite diverse tappe live dei primi anni e vengo indicato come leader, chitarrista e vocalist del gruppo.

È una fonte particolarmente significativa perché non appartiene all’ecosistema della band: è una pagina istituzionale del Comune di Firenze che, a distanza di anni, conserva una fotografia abbastanza dettagliata di quella fase del progetto.

Una band costruita attraverso i concerti

La storia dei Proclama è stata soprattutto una storia live. La stessa pagina del Comune di Firenze ricorda la partecipazione a rassegne e festival come Wanted Primo Maggio, Castelrock Festival, Sulla Rotta degli Aerei, Attentato alla Musica e Varigotti Festival, oltre alla nascita del Lanterne Festival.

Nel tempo il percorso ha incrociato artisti e situazioni molto differenti. Quando oggi ricostruisco questa storia preferisco però evitare la formula generica “abbiamo suonato con”, perché può trasformare facilmente la partecipazione allo stesso festival in qualcosa di diverso da ciò che è realmente accaduto. Dove possibile, quindi, uso le fonti e le date.

2015: Pistoia Blues con Passenger

Uno dei passaggi più importanti arriva nel 2015.

L’archivio ufficiale del Pistoia Blues Festival conserva ancora oggi i Proclama fra gli artisti dell’edizione 2015, in un cartellone che comprendeva fra gli altri Mumford & Sons, Counting Crows, Hozier, Passenger, Dream Theater, Santana e Sting.

La data è il 15 luglio 2015. Il programma della serata è documentato con precisione anche da JamTV: Passenger + Stu Larsen + Proclama.

La stessa combinazione compare nella presentazione del festival pubblicata da Fanpage e nel programma riportato da RockOn.

Alla vigilia del concerto, La Nazione presentava i Proclama come band torinese in apertura alla serata di Passenger e Stu Larsen, ricordando anche il singolo Instabile inserito nella compilation Pistoia Blues Next Generation.

Un’ulteriore cronaca dell’epoca, pubblicata da Velvet Music, indicava i Proclama come apertura della serata del 15 luglio e collegava anch’essa il gruppo a Instabile e alla compilation del festival.

Non serve gonfiare questa data: è già significativa così. Una band torinese indipendente arriva sul palco di uno dei festival storici italiani, nella serata di Passenger.

2016: “La mia migliore utopia”

Nel 2016 esce il secondo album, La mia migliore utopia, pubblicato da VREC e distribuito da Audioglobe.

La pagina ufficiale di VREC dedicata al disco lo definisce il secondo album della band torinese dopo l’esordio omonimo del 2011. La stessa fonte ricorda i singoli Instabile e America, la registrazione presso BWNW Studio di Torino e il mastering effettuato da Marco D’Agostino al 96Khz Mastering Studio.

La scheda VREC conserva anche una sintesi dell’attività live precedente, citando Pistoia Blues con Passenger e altri incontri artistici di quegli anni.

L’uscita dell’album venne annunciata anche da TuttoRock, che documenta la pubblicazione digitale del 27 maggio 2016 e l’avvio dell’attività live estiva.

Le recensioni del secondo album

La mia migliore utopia lascia una serie di tracce sulla stampa musicale che oggi sono utili non soltanto come memoria, ma come documentazione indipendente del progetto.

DeBaser dedica al disco una recensione in cui i Proclama vengono descritti come band piemontese e viene riconosciuto esplicitamente il mio ruolo di autore principale delle canzoni.

100Decibel, nell’agosto 2016, recensisce il disco e identifica i Proclama come formazione torinese guidata dal cantante e chitarrista Giorgio Giardina, soffermandosi in particolare su brani come Instabile, Vanità, Respirare e Il giorno del giudizio.

Anche TuttoRock conserva una recensione dell’album pubblicata il 14 giugno 2016.

Queste recensioni non vengono qui usate come bollini di qualità. Sono interessanti perché dimostrano che il disco ebbe una circolazione editoriale esterna e che il nome Proclama, i brani e gli autori erano descritti da soggetti diversi dalla band stessa.

2016: Calice Music Festival, Lacuna Coil e Rezophonic

Nel settembre 2016 i Proclama partecipano anche al Calice Music Festival.

La presenza è documentata da La Stampa, che presenta l’evento dedicato al decimo anniversario del progetto Rezophonic e indica esplicitamente i Proclama tra le band indipendenti in apertura, nella serata con Lacuna Coil e altri protagonisti del rock italiano.

La stessa informazione è confermata da IVG.

Il giorno successivo, SavonaNews racconta una piazza con oltre 4.000 persone e cita nuovamente Proclama tra le band che avevano aperto la manifestazione, insieme alla presenza di Lacuna Coil, Roy Paci e del progetto Rezophonic.

È esattamente il tipo di episodio per il quale preferisco una formulazione precisa: i Proclama parteciparono allo stesso evento, in apertura, in una serata che vedeva fra i protagonisti Lacuna Coil e Rezophonic.

Altri concerti documentati

La rete conserva anche episodi meno “da curriculum”, ma forse ancora più utili per capire la continuità reale del progetto.

Nel luglio 2016 Music & the City racconta l’esibizione dei Proclama al Vertigo Festival Beer di Torino, in apertura agli Sneakers, sottolineando il ritorno live della band nella città d’origine dopo il lavoro in studio per La mia migliore utopia.

Il 19 aprile 2017 arriva invece il concerto all’Hard Rock Cafe Firenze, tuttora documentato dal Comune di Firenze. È una delle pagine d’archivio più interessanti perché, oltre all’evento, conserva una biografia estesa della band e una parte consistente del percorso precedente.

Una biografia che continua a esistere fuori dai nostri siti

Anche Rockol mantiene una pagina biografica dedicata ai Proclama, oltre alla scheda artista con discografia e contenuti collegati.

Il sito ufficiale del Pistoia Blues conserva inoltre Proclama non soltanto nell’edizione 2015, ma anche nel proprio indice storico degli artisti. È un piccolo dettaglio, ma importante: significa che il nome della band è ancora parte dell’archivio strutturato del festival.

Cosa resta di quei due dischi

I Proclama hanno pubblicato due album principali: l’esordio omonimo del 2011 e La mia migliore utopia nel 2016.

Fra un disco e l’altro e negli anni successivi ci sono stati singoli, compilation, concerti e collaborazioni. Ma non credo abbia senso trasformare questa pagina in un elenco infinito. Le fonti qui raccolte sono sufficienti a ricostruire le linee principali: Torino, gli esordi, Toast Records, il lavoro live, Pistoia Blues, VREC, il secondo album, le recensioni, i festival e il periodo successivo.

Il valore di questa ricostruzione sta soprattutto nel fatto che molte delle prove non sono prodotte da noi. Sono rimaste negli archivi di festival, giornali, etichette, portali istituzionali e testate musicali.

Il tempo e il ritorno dei Proclama

Poi è arrivato il tempo. Altri progetti, altre responsabilità, altri percorsi personali e musicali.

I Proclama, però, non sono mai stati formalmente chiusi. Negli ultimi anni il progetto ha ricominciato a muoversi e oggi sto lavorando a nuovo materiale.

Quella storia passa anche attraverso Circuiti Umani, lo spazio di produzione musicale che ho costruito a Torino, e ritrova persone che hanno condiviso una parte importante del percorso precedente.

Non mi interessa raccontare il ritorno come una celebrazione nostalgica. Il passato serve se riesce a dare profondità al presente. E in questo caso il passato ha lasciato abbastanza tracce da non dover essere inventato.

Le tracce restano

Una carriera musicale indipendente, mentre la vivi, sembra spesso costruita con materiale destinato a sparire: locali che chiudono, locandine perdute, vecchi siti, fotografie finite su hard disk, articoli che cambiano indirizzo.

Poi, molti anni dopo, cerchi.

Trovi ancora il Pistoia Blues che conserva Proclama nel proprio archivio. Trovi La Nazione che annuncia la serata con Passenger. Trovi La Stampa che documenta il Calice Music Festival. Trovi il Comune di Firenze che racconta il concerto all’Hard Rock Cafe. Trovi VREC che conserva il disco. Trovi recensioni che parlavano di quelle canzoni quando erano nuove.

E capisci che non serve riscrivere la storia.

Basta rimettere insieme i pezzi.

I Proclama sono ancora qui. E la storia continua.


Fonti e archivio esterno

Questa sezione raccoglie le fonti esterne utilizzate per la ricostruzione, comprese quelle che confermano lo stesso episodio da punti di vista diversi.

Nota: alcune fonti riportano formulazioni biografiche o promozionali dell’epoca. In questa pagina sono state utilizzate soprattutto per documentare date, pubblicazioni, presenze a festival, recensioni e attribuzioni chiaramente verificabili.